Il grado di torbidità spesso non è facilmente riconoscibile nella pratica, ma può essere decisivo per la qualità del prodotto finale e l’efficienza del processo. Il campionamento manuale o il monitoraggio della torbidità con l’ausilio di una spia sono ancora metodi di controllo frequentemente utilizzati. Tuttavia, l’esperienza ha dimostrato che entrambi comportano alti costi di manodopera e incertezze nella qualità tra i campioni. Un’altra opzione comune per alcune applicazioni, come la pulizia CIP, è il cambio di fase a tempo. Tuttavia, per garantire che nessun prodotto o detergente errato entri nei serbatoi dei prodotti, è necessario tenere conto di un buffer di sicurezza di diversi secondi. Ciò comporta costi ad ogni cambio di fase, poiché molti litri di prodotto o detergente prezioso finiscono nell’acqua di scarico. I torbidimetri Anderson-Negele della serie ITM sono in grado di automatizzare questa fase del processo con un grado di precisione di misura molto elevato. In questo modo si evitano, da un lato, perdite di risorse dovute a scarichi errati o tardivi e, dall’altro, costi di manodopera dovuti a controlli visivi o manuali, con un conseguente risparmio economico. In molti casi pratici, l’uso di un sensore di torbidità Anderson-Negele si è ammortizzato in brevissimo tempo.